Il mistero dorme nella stanza accanto
e porta il tuo nome.
Sei un dolce frutto prezioso
la tua testa è una mela d'oro
i tuoi capelli sono ricci e capricci
i tuoi occhi acini d'uva
la tua bocca è un oh! di meraviglia
le tue spalle castagne selvatiche
le tue mani sono un volo di farfalle
le tue orecchie scoiattoli impazienti.
I tuoi passi sono rullo di tamburi
le tue guance fragole e ciliegie
la tua schiena è un arco teso
il tuo petto è pane caldo
la tua pelle è di rugiada
il tuo naso marmellata e cioccolato
le tue ciglia sono fili d'erba
il tuo cuore un nido di sogni.
Il mistero dorme nella stanza accanto
e porta il tuo nome,
bambino.
Visualizzazione post con etichetta gesti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gesti. Mostra tutti i post
20130203
20120323
Mani
Da bambina disegnavo cavalli
catturavo scaglie di farfalla
cercavo lucertole e formiche
coltivavo intrugli misteriosi
di foglie e di terriccio.
Oggi qualcuno rincorre per me
cristalli di polvere pieni di sole
pezzi di nuvola abbozzati sul cielo
sassi di fiume e gocce di mare.
Non mi resta che contemplare
parole e volti tra segni e gesti
c'è dentro una piccola strada
che spinge ad amare la vita.
Da bambina mi scrivevo sulle mani
ancora oggi prendo appunti
in questo viaggio lungo e breve
un last minute d'amore
da qui all'eternità.
catturavo scaglie di farfalla
cercavo lucertole e formiche
coltivavo intrugli misteriosi
di foglie e di terriccio.
Oggi qualcuno rincorre per me
cristalli di polvere pieni di sole
pezzi di nuvola abbozzati sul cielo
sassi di fiume e gocce di mare.
Non mi resta che contemplare
parole e volti tra segni e gesti
c'è dentro una piccola strada
che spinge ad amare la vita.
Da bambina mi scrivevo sulle mani
ancora oggi prendo appunti
in questo viaggio lungo e breve
un last minute d'amore
da qui all'eternità.
20100823
Lasegretaria
Io, in mezzo alle donnone, mi sento una mammabambina. Un po' fuori posto, ma in fondo ci sto bene. Dopo tutta l'avventura, alla fine, tra vita mia e vita nascente sono tornata sottile e minuta. Sto in equilibrio leggero sui miei polsi trasparenti - trasparenti sì, ma non c'è di meglio per sorreggere un bimbo in un sol gesto - e ci sto benissimo. Del tutto fuori posto quando invece, in mezzo alle donnone, arriva lei: Lasegretaria. Agile sui tacchi, sì. Ma come sempre, la sua levità mi inganna ogni volta fino a quando, finalmente, crolla ondeggiando e siede. Dalla poltroncina nera, ormai bene ancorata, mi rimbalza quasi addosso tutto il suo peso. Su quella sedia poggia il mondo, in un istante. Peso perfettamente distribuito, d'accordo, ma se mi cascasse addosso, ohibò. Addio alla poesia filiforme dei miei polsi.
20090928
Tump
Aspetto
e ascolto
ogni ora
ogni giorno
tu bussi
da dentro
come
un respiro
solo che oggi
l'hai fatto
proprio
a ritmo
non vorrei
mettere
le mani
avanti
ma pensaci
bene
calcetto
o percussioni?
e ascolto
ogni ora
ogni giorno
tu bussi
da dentro
come
un respiro
solo che oggi
l'hai fatto
proprio
a ritmo
non vorrei
mettere
le mani
avanti
ma pensaci
bene
calcetto
o percussioni?
20090923
Rottamatto
Cercavo
un buon motivo
per usare
questa parola
rottamatto
ecco l'ho trovato
volevo dire:
finalmente!
non avrò più solo
sfolgoranti confetti
da mettermi
in circolo
anche un po' troppo sfarzosi
nel loro guscetto
fucsia
si dice
servano
per il ferro
a noi
grandi panciute
ma se proprio
non passo la soglia
mi hanno detto
alcuni
guarda
aggiungi un po'
di ferrivecchi
i migliori
hanno anche
un bel colore
ruggine
ti piacerebbe
ruggine?
sì, seriamente pensando
credo
mi piacerebbe
il colore ruggine
se non fa male.
Ma ci ho riflettuto
bene
e per la verità
mi piacerebbe
molto di più
andare là
dal rottamatto
per poi raccontare
e dirla ad alta voce
mille volte di fila
come un bambino
la parola
rottamatto.
un buon motivo
per usare
questa parola
rottamatto
ecco l'ho trovato
volevo dire:
finalmente!
non avrò più solo
sfolgoranti confetti
da mettermi
in circolo
anche un po' troppo sfarzosi
nel loro guscetto
fucsia
si dice
servano
per il ferro
a noi
grandi panciute
ma se proprio
non passo la soglia
mi hanno detto
alcuni
guarda
aggiungi un po'
di ferrivecchi
i migliori
hanno anche
un bel colore
ruggine
ti piacerebbe
ruggine?
sì, seriamente pensando
credo
mi piacerebbe
il colore ruggine
se non fa male.
Ma ci ho riflettuto
bene
e per la verità
mi piacerebbe
molto di più
andare là
dal rottamatto
per poi raccontare
e dirla ad alta voce
mille volte di fila
come un bambino
la parola
rottamatto.
20090619
Voli
Mi hanno detto
che
se continua
a crescere
così velocemente
la mia pancia
avrò bisogno
di un paio
di ancore
per non volare
via.
che
se continua
a crescere
così velocemente
la mia pancia
avrò bisogno
di un paio
di ancore
per non volare
via.
20090102
Perdere e trovare
- Non trovo più il mio cappello. Dove l'avrò messo?
- Ce l'hai in testa, caro.
- Ho proprio perso la testa!
- Ma no, guarda bene dentro il cappello.
- Ce l'hai in testa, caro.
- Ho proprio perso la testa!
- Ma no, guarda bene dentro il cappello.
20081126
La strategia del bambino molle
Quando un pargolo vuole difendersi dai rimproveri - più o meno giusti, e qui non entro in dettaglio, i rimproveri son sempre indesiderati dai piccoli - o si rifiuta di andare dove vogliono portarlo i genitori, adotta spesso la strategia del bambino molle. Si lascia andare con tutto il peso, quasi si corica a terra, si avvolge su di sé, cade sulle gambe altrui. Non si fa male, è molle. Fa un po' ridere. Come vorrei anch'io.
Una mia amica è in grado di cadere - con tecnica suprema, tra lo sportivo e lo zen - senza farsi male: previene il tonfo e i lividi, e si arrotola morbidamente su se stessa quando inciampa o le accade qualcosa di simile. Anche sulle rampe di scale. Fa un po' ridere. Come vorrei anch'io.
Bisognerebbe adottare in modo sistematico la strategia del bambino molle. Con una risposta fuori tema, spiazzante, per smontare chi ti fa impazzire, per farlo riemergere come è, da dietro il suo cipiglio brontoloso, per farlo sorridere e dirgli che anche lui è stato bambino. Per non farsi male. E lo sfido a negare il fatto che, da piccolo, non abbia tentato anche lui, almeno una volta, la strategia del bambino molle.
Una mia amica è in grado di cadere - con tecnica suprema, tra lo sportivo e lo zen - senza farsi male: previene il tonfo e i lividi, e si arrotola morbidamente su se stessa quando inciampa o le accade qualcosa di simile. Anche sulle rampe di scale. Fa un po' ridere. Come vorrei anch'io.
Bisognerebbe adottare in modo sistematico la strategia del bambino molle. Con una risposta fuori tema, spiazzante, per smontare chi ti fa impazzire, per farlo riemergere come è, da dietro il suo cipiglio brontoloso, per farlo sorridere e dirgli che anche lui è stato bambino. Per non farsi male. E lo sfido a negare il fatto che, da piccolo, non abbia tentato anche lui, almeno una volta, la strategia del bambino molle.
20080916
Acqua e vento
Nella casa di fronte, sul balcone
qualcuno ha lasciato una coperta rossa
ma è tutto chiuso,
non ci abita nessuno
e per giorni la coperta
ha preso l'acqua e il vento.
Poi, un mattino, ho guardato
la coperta è sparita
il ritorno di qualcuno
deve aver soffiato
quel punto di rosso
all'acqua e al vento.
qualcuno ha lasciato una coperta rossa
ma è tutto chiuso,
non ci abita nessuno
e per giorni la coperta
ha preso l'acqua e il vento.
Poi, un mattino, ho guardato
la coperta è sparita
il ritorno di qualcuno
deve aver soffiato
quel punto di rosso
all'acqua e al vento.
20080725
E la presente e viva, e il suon di lei
Mi piace il mango
che sa di ginepro e resina
la foglia che profuma di limone
il vino che sa di uva
il giocattolo che profuma di bambino
il sole di città col vento di mare
il sasso color di liquirizia
il mattino che profuma di montagna
Mi piace la foto
che sa di volti incontrati
di vite vissute
mai più dimenticate
Mi piace il gesto d'amore
che sa di passato
trafigge il presente
riaccende il domani.
recidiva
che sa di ginepro e resina
la foglia che profuma di limone
il vino che sa di uva
il giocattolo che profuma di bambino
il sole di città col vento di mare
il sasso color di liquirizia
il mattino che profuma di montagna
Mi piace la foto
che sa di volti incontrati
di vite vissute
mai più dimenticate
Mi piace il gesto d'amore
che sa di passato
trafigge il presente
riaccende il domani.
recidiva
20080717
Irreversibilmente
Un giorno ciattavo con un amico blogger e gli dicevo, Prima o poi farò un post, o una bozza di post, su come hai scritto il mio nome nella busta del libro che mi hai regalato - è una bella scritta simpatica e ordinata, a pennarello e contornata a biro, caratteri tondi e chiari. E lui confermava, Prima che ci fosse internet mi ingegnavo, sulla carta, con inchiostri, pennarelli, colla, forbici.
[La storia conferma. Questo blogger, prima di internet, incubò sulla carta quel che poi avrebbe inventato, ritagliato, danzato sul web. Io non lo linco, solo perché magari preferisce così, e poi ho un po' romanzato, cose da blog]
Adesso, il momento è arrivato. La mia bozza attendeva lì da venti giorni, al caldo nella pancia del blog, e questo è il post. Il ricordo piccolo e bello spingeva per non smarrirsi, per non finire neanche dopo sei mesi e per molto altro tempo. A me succede così, perché apprezzo e amo tutte queste minuscole attenzioni, ogni volta mi sorprendono e mi si appiccicano dentro, irreversibilmente.
[La storia conferma. Questo blogger, prima di internet, incubò sulla carta quel che poi avrebbe inventato, ritagliato, danzato sul web. Io non lo linco, solo perché magari preferisce così, e poi ho un po' romanzato, cose da blog]
Adesso, il momento è arrivato. La mia bozza attendeva lì da venti giorni, al caldo nella pancia del blog, e questo è il post. Il ricordo piccolo e bello spingeva per non smarrirsi, per non finire neanche dopo sei mesi e per molto altro tempo. A me succede così, perché apprezzo e amo tutte queste minuscole attenzioni, ogni volta mi sorprendono e mi si appiccicano dentro, irreversibilmente.
20080714
Mario
Molti anni fa, l'omino del latte si chiamava Mario e passava di casa in casa, col furgoncino, a lasciare il litro o il mezzo litro nella bottiglia semitrasparente e sagomata, ricoperta da un piccolo coperchio in carta stagnola.
Oggi l'omino del latte sistema le bottiglie nello scaffale frigo del supermercato, ha il camice bianco e un grande carrello al posto del furgoncino. Non so se si chiama Mario, ma la cura nel disporre il suo latte potrebbe essere assomigliare a quella che ho visto tanti anni fa, nei gesti gentili di Mario.
E anche se tutto è cambiato, e anche se l'omino non è più Mario, e chissà se mai gli racconterò questa storia, lo ringrazio per l'acqua fresca e inconsapevole di un ricordo ritrovato, così lontano e vivo - quasi dimenticato, ma non perduto - tra le fiabe dei miei primi anni.
Oggi l'omino del latte sistema le bottiglie nello scaffale frigo del supermercato, ha il camice bianco e un grande carrello al posto del furgoncino. Non so se si chiama Mario, ma la cura nel disporre il suo latte potrebbe essere assomigliare a quella che ho visto tanti anni fa, nei gesti gentili di Mario.
E anche se tutto è cambiato, e anche se l'omino non è più Mario, e chissà se mai gli racconterò questa storia, lo ringrazio per l'acqua fresca e inconsapevole di un ricordo ritrovato, così lontano e vivo - quasi dimenticato, ma non perduto - tra le fiabe dei miei primi anni.
20080711
Progetti
A volte basta poco per rovesciare completamente le proprie prospettive. A volte basta una combinazione di tasti che tu pensi casuale - e invece no, qualcuno ci aveva pensato molto bene, e l'aveva persino progettata - per cambiare orientamento al tuo schermo, di punto in bianco, oplà, e adesso via, si legge con la testa inclinata ad angolo retto. E poi il bello è cercar su internet, da quella posizione, sui forum e in tutti quei posti lì, come fare a raddrizzare la visione. Quasi quasi l'avrei tenuto così, il mio schermo, solo per quel progettino che c'era dietro.
20080630
La poesia del rifiuto
Mi ha detto - non gettare quel fiore appassito nell'umido, mi spiacerebbe, assomiglia di più alla carta.
20080625
Là
Come un pittore guarda l'insalata di riso. La guarda e pensa che aggiungerebbe qualche oliva - ne bastano poche - manca proprio un tratto in verde. Là.
20080619
Onda
Se l'auto sviene in mezzo alla strada, il principe dei meccanici* le sbottona cappotto e camicia, le tasta il polso, si tuffa nel cofano senza levare giacca e cravatta. Distingui appena un coltellino da cucina e - subito - un'onda bianca che torna ai vent'anni volteggia e scardina, percorre e ritrova, interroga e libera tubi, valvole e cuori.
*cit. [da un altro ricordo]
*cit. [da un altro ricordo]
20080610
Virgole
A volte le vedo, quelle minuzie che i blogger modificano di giorno in giorno nei template, le virgole, i gadget, i sottotitoli, a volte le vedo, quelle cose piccole, come se i blogger avessero messo stringhe colorate alle scarpe, o ridipinto la cassetta della posta, o cambiato il fiore al taschino.
Iscriviti a:
Post (Atom)